Nedda Falzolgher

Nedda Falzolgher nacque a Trento il 26 febbraio 1906. Figlia unica, crebbe in un ambiente della piccola borghesia. La sua esistenza fu segnata precocemente dalla malattia: a soli cinque anni la poliomielite la costrinse per tutta la vita su una sedia a rotelle lasciandole soltanto la mobilità del braccio sinistro.
Nonostante le difficoltà fisiche, grazie al sostegno materno imparò presto a leggere e a scrivere e, studiando da autodidatta, nel tempo riuscì a costruirsi un’ampia e aggiornata preparazione culturale. Negli anni ’30 la sua abitazione lungo il fiume Adige divenne un cenacolo culturale frequentato da intellettuali maturi, come Augusto Goio, ma anche da giovani talenti (che sarebbero poi diventati nomi illustri della politica e del teatro, come Luigi Bertoldi o Edda Albertini) i quali si riunivano per discutere di arte e filosofia.
L’esordio letterario avvenne a Trento nel settembre del 1934 con la pubblicazione di un opuscolo di poesie intitolato En piazza del Littorio. Altre sue poesie uscirono poi su rivista.
Fin dove il polline cade rappresenta la sua unica raccolta poetica pubblicata in vita e, nello stesso tempo, l’esito più maturo della sua produzione poetica. La silloge venne data alle stampe nel 1949 a Roma dall’editore Ubaldini con una presentazione del noto critico teatrale Silvio D’Amico.
Morì a Trento il 2 marzo 1956 in seguito a un tumore.

Volumi dell’autrice: