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I canti dell'interregno: la recensione di YAWP: giornale di letterature e filosofie​
Siamo stati costretti, per presentarvi la nuova raccolta di Pina Piccolo, a fuorviare dalla nostra solita linea editoriale: I Canti dell’Interregno, composti dalla poetessa tra l’Italia e la California dal 1974 a oggi, raccontano infatti quella che potremmo definire come una storia del mondo. Non esiste per noi, in una organicità simile, la possibilità di selezionare ulteriormente e proporvi singole poesie rappresentative di tutto il lavoro. Ogni lirica racconta già, attraverso l’occhio lucidissimo di Piccolo, i momenti più rappresentativi di questo particolare momento (a)storico di transizi..
L'azzurro e l'obliquo: la recensione de "La macchina sognante"
Le liriche di Maria Luisa Colosimo sono il frutto di una lunga elaborazione contenutistica e formale che via via ha affinato il dettato poetico limandolo al punto da abolire quasi del tutto la versificazione fino a farla coincidere, a volte, con un articolo o con una preposizione. Tale scelta accentua la teatralità e la tensione vocale del testo poetico conferendo a quest’ultimo un ritmo e una musicalità pregevoli. CONTINUA a leggere su Lamacchinasognante.com..
A sud delle cose: la recensione di Lorenzo Spurio per Blogletteratura.com
La nuova edizione di A sud delle cose (Lebeg, Roma, 2017) del calabrese Pasqualino Bongiovanni (la prima edizione risale al 2006),  s’inserisce in quell’ampio filone della letteratura nostrana (ancor più vivido negli anni ’70 e ’80) teso a indagare con costanza, rispetto e profonda serietà, la situazione socio-economica e identitaria di una terra definita come meridionale, posta a Sud del Belpaese. Molta letteratura, più o meno colta, più o meno ricordata e studiata nelle scuole oggigiorno (mi riferisco al vero caso nato in seguito alla decisione del Ministro Maria Stella Gelmini nel ..
I canti dell'interregno: la recensione di Fernanda Ferraresso per Carte Sensibili
Internet è il grande interregno in cui tutto quanto nasce tutto si perde in righe di scrittura e chachet che poi incidono una memoria di server come servi instacabili. L’interregno è un luogo di forze oscure e materia invisibile, catturabile da monitor e menti che osservano ogni giorno, in questo nostro oggi, i luoghi di confine e i transiti. E’ il regno della notte, la nostra oscurità che traccia in ciascuno i limiti e le misure da prendere, non contro le ansie, le paure e le ossessioni che da sempre gli uomini e le donne coltivano in questa peregrinazione di mutanti, ma per acutizzarne tu..
L'azzurro e l'obliquo: la recensione di Lorenzo Spurio per Blogletteratura.com
Titolo di per sé ambiguo e che apre alle possibilità, a una fertile evocazione, questo dell’opera poetica di Maria Luisa Colosimo, L’azzurro e l’obliquo (Lebeg, Roma, 2017). Il volume, che si apre con una perspicace ed esaustiva nota critica firmata da Giovanni Perrino, si mostra formato da due comparti in sé ben definiti: un poemetto iniziale che copre svariate pagine, una sorta di dialogo con sé stessa, e poi una serie di liriche dalla fattura per lo più affine, numerate in senso progressivo da numeri romani, delle quali si apprezza, invece, la brevità dei contenuti espressi. CONTINUA A LE..
I canti dell'interregno: la recensione di Raffaele Taddeo per "El Ghibli"
Ritengo che un poeta scriva essenzialmente per se stesso indipendentemente che la sua poesia parli si sé o di altro: Non so se altri abbiano usato la stessa metafora ma mi sembra che il testo poetico per un poeta sia come uno specchio con cui si confronta. Anche una poesia lontana da ogni forma di romanticismo, che affronti quindi solo e solamente temi di ordine sociale, è il rispecchiamento del poeta, del suo animo, della sua più intima posizione e concezione della realtà. Quando lo specchio rimanda in maniera coerente quello che è il poeta allora la poesia assume valore, valenza artistica pe..
I canti dell'interregno: la recensione di Simonetta Sambiase per CinqueColonne.it
Nell’Interregnum “Siamo liberi di fare il bene. Il giudizio è infallibile. Non siamo liberi di fare il male” (Isidore Ducasse), e chiamiamo aiuto alla coscienza che ha voce in versi perché: “La poesia deve avere come scopo la verità pratica” (Isidore Ducasse).   Ne “I canti dell’Interregno” di Pina Piccolo, i versi hanno il canto della narratologia del presente, la voce è alta come dall’alto di un monte sacro dove suona continuamente “il piffero della rivoluzione”, titolo dell’ultima sezione del libro. Non alla tromba o il tamburo è concessa la sveglia della coscienza,&n..
"I canti dell’interregno" di Pina Piccolo – note di lettura di Bartolomeo Bellanova
Ho conosciuto Pina Piccolo nel 2012 durante l’evento di Bologna organizzato da “One Thousand Poets for Change”e da allora ne ho apprezzato l’impegno, il lavoro instancabile e la generosità nel valutare e promuovere autori prima ancora di promuovere i propri lavori poetici. Per questo motivo conoscevo già solo una piccola parte dei testi contenuti nella raccolta I canti dell’interregno per averli sentiti recitare da lei durante i numerosi reading organizzati insieme in questi anni. È stata grande la curiosità e l’interesse di leggere in anteprima questa raccolta dove le esperienze di vita, l..
IL SUD GIÀ E NON ANCORA/ Pasqualino Bongiovanni, la poesia che va all'anima delle cose
Articolo di Cinzia Bellachioma per ilSussidiario.net «Le poesie di Pasqualino Bongiovanni, così amare e così cariche di ricordi di una terra amatissima e sofferta, mi fanno capire l'anima nascosta della Calabria, la sua antica civiltà e anche il mal vivere che ogni tanto si manifesta». Così scriveva il celebre scrittore Mario Rigoni Stern (1921-2008) nella nota di presentazione che accompagnava la prima edizione della raccolta poetica "A sud delle cose" (Roma, 2006). In seguito la silloge di Bongiovanni è stata tradotta prima in spagnolo dall'argentino José Carcione e pubblicata a Buenos ..
To the South of Things in Marocco al Festival di Marrakesh
Dal 21 al 23 aprile Pasqualino Bongiovanni sarà presente alla Terza edizione del Festival Internazionale di Poesia di Marrakesh, in Marocco.L’edizione di quest’anno è dedicata al poeta assiro-iracheno Sargon Boulus (1944-2007), esponente della Beat Generation americana e traduttore tra gli altri di Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, Gary Snyder e Michael McClure.Il Festival di Marrakesh, che ha tra i suoi organizzatori il poeta e traduttore marocchino El Habib Louai, oltre a Pasqualino Bongiovanni vedrà la presenza di poeti e artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui: Jaki Shelton Gre..
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